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Creed III: la recensione

Il primo Creed senza Rocky segna l’esordio alla regia di Michael B. Jordan: un film per famiglie solido, che rischia poco ma sa ancora colpire.

Recensione di Giuseppe Casamassima, 6 marzo 2023 · Voto: 3 su 5

Regia
Michael B. Jordan
Con
Michael B. Jordan, Tessa Thompson, Jonathan Majors, Wood Harris
Anno
2023
Durata
116 minuti
Paese
Stati Uniti

La sentite anche voi? Esattamente, è Eye of the Tiger dei Survivor, che si solleva inesorabile, aumentando di volume, mentre si comincia a parlare della pellicola in questione. Se c’è una cosa che la saga di Creed ha infatti saputo fare con ottimi risultati, questa è proprio mantenere viva la parabola ormai leggendaria di Rocky, attualizzandola e rendendola fruibile tutt’oggi. Nonostante ciò, è importante sottolineare come questo Creed III, terzo episodio della serie, sia il primo della saga senza la presenza di Sylvester Stallone nei panni di Rocky Balboa. Questo passaggio definitivo del testimone carica la serie di un’enorme pressione, la quale però non sembra minimamente intaccarne la longevità.

La storia ha luogo cinque anni dopo quella di Creed II. Adonis Creed (Michael B. Jordan), dopo il rocambolesco spezzone di vita appena trascorso, si è conquistato un po’ di sana tranquillità sia nella carriera che nella vita familiare. Tutto però viene stravolto quando Damian “Dame” Anderson (Jonathan Majors), suo amico d’infanzia ed ex prodigio della boxe, riemerge dopo aver scontato più di un decennio in prigione. Impaziente di rimettersi in gioco e dimostrare il suo valore, chiede aiuto a Donnie, il quale però è titubante. Tra un passato che scalpita per far riemergere i suoi scheletri e un presente che lascia intravedere più di qualche crepa, lo scontro tra i due appare sempre più inevitabile.

Ciò che stupisce da sempre della saga di Rocky è la sua estrema versatilità a livello di fruizione, soprattutto sul piano domestico. Detto in altre parole, pur trattandosi di trame particolarmente violente, la parabola del pugile di Filadelfia è da sempre godibile soprattutto in ambito familiare, con grandi e piccoli che si lasciano incantare dalla sua storia di redenzione tramite il riscatto personale e il duro lavoro.

Creed III non fa eccezione, convivendo con questo dualismo al suo interno e mostrandosi per quello che è, ovvero un film per famiglie. Ci sono degli elementi molto interessanti a livello di composizione visiva e di narrazione, maggiormente verso la seconda metà del film. La tensione che si accumula e che porta allo scontro finale è palpabile, nonostante il tutto sia ampiamente pronosticabile. La gestione del faccia a faccia, in particolare, è forse il fattore di maggiore forza del film, con un ambiente come il ring, tipicamente asettico e spietato, che invece diventa teatro d’emozioni e di rivalsa, tra i drammi di una vita che si mischiano con il sudore e il sangue sui guantoni.

Questa però non è solo la prima volta senza Stallone, ma anche l’esordio alla regia per lo stesso Michael B. Jordan, fiducioso di meritarsi tutta la luce dei riflettori, sia davanti che dietro la macchina da presa. Si può dire che il lavoro svolto sia tutto sommato soddisfacente. Con una storia lineare e conforme al genere, non abbiamo grandi colpi di scena, ma piuttosto una formula vincente che accontenta tutti senza troppi problemi. Non c’è grande ambizione, ma voglia di far avanzare una saga che ha già ampiamente cominciato a camminare sulle sue gambe. Nessuno può prevedere il futuro della saga, ma la figlia di Adonis, la piccola Amara Creed, forse ci lascia più di un indizio in questo terzo capitolo. Staremo a vedere.

Argomenti: Michael B. Jordan, Rocky, Boxe

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