Vai al contenuto

The Invite: la recensione

Due coppie, una cena, molti segreti. Cosa mai potrebbe andare storto?

Recensione di Giuseppe Casamassima, 19 settembre 2026 · Voto: 4 su 5

Regia
Olivia Wilde
Con
Seth Rogen, Olivia Wilde, Penélope Cruz, Edward Norton
Anno
2026
Durata
107 minuti
Paese
Stati Uniti

Inizio con un fun fact: amo i film a stanza chiusa. Carnage, Nodo alla gola, La parola ai giurati, Le iene, e la lista potrebbe non fermarsi. Il motivo? Perché la creatività trova terreno fertile nelle difficoltà e nelle limitazioni. La scelta di ambientare un’intera storia in un singolo spazio può rappresentare tanto un vincolo di budget quanto una sfida che autori e registi lanciano a sé stessi. In questi casi, bisogna puntare tutto sulla storia, sui personaggi, sulla stratificazione della trama e sui colpi di scena, altrimenti il film non si anima. È in questo contesto che va letto The Invite (2026), il nuovo progetto di Olivia Wilde, che figura anche come attrice protagonista, accompagnata da Seth Rogen, Penélope Cruz ed Edward Norton.

Altro fun fact che merita d’essere menzionato. Questo The Invite nasce come un riadattamento di Sentimental, film del 2020 del regista spagnolo Cesc Gay, da cui è nato anche Vicini di casa (2022) di Paolo Costella. Quest’ultimo, manco a dirlo, scimmiotta un buon materiale di partenza trasformandolo in una commediola italiana perfetta per un Paese di musichette mentre fuori c’è la morte.

Stando a quanto detto all’inizio, il film mi sarebbe dovuto piacere, corretto? Corretto. Dopo aver incassato una stroncatura netta con il precedente Don’t Worry Darling (2022), Olivia Wilde torna dietro la macchina da presa e lo fa raccontandoci una storia avvincente e in costante evoluzione. Gli attori (sui quali non perderò tempo: son tutti fenomenali) portano in scena quattro personaggi profondamente caratterizzati: ognuno con un trascorso ben preciso, tutti con esperienze di vita diametralmente opposte ma, per qualche strano scherzo del destino, curiosamente complementari.

Questa smodata caratterizzazione, tuttavia, è la stessa che in più di un momento mi ha fatto storcere un po’ il naso. Le interazioni funzionano sempre meglio quando avvengono tra esseri umani, e non tra macchiette. Nel caso di The Invite, il limite della caricatura non viene mai superato, ma ci si passa molto, molto vicini. In più (non me ne vogliano Bisio, Marchioni, Puccini e Lodovini, ai quali va un caloroso abbraccio) salta all’occhio, in questo film più che in altri, come una sceneggiatura di buona fattura venga esaltata dalle performance di quattro fuoriclasse, che qui si caricano la storia sulle spalle e ci regalano poco meno di due ore di emozioni. Avevo detto che non avrei perso tempo a parlare degli attori? Ops.

Argomenti: Olivia Wilde, Film a stanza chiusa, Remake

Altri articoli su FILMONI